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Biografia

GLI STUDI
Giampaolo Pretto è nato nel 1965. Si diploma in flauto a pieni voti al Conservatorio di Verona sotto la guida di Renzo Pelli nel 1982, e l'anno seguente consegue la maturità classica al Liceo Maffei. Successivamente segue, per molti anni, la scuola di Glauco Cambursano, col quale instaura ben presto un vincolo di affinità flautistico-musicale indelebile. Debitore, per quanto riguarda la tecnica d'orchestra, ad Angelo Faja, suo istruttore all'Orchestra Giovanile Italiana, ha seguito negli anni di formazione numerosi Stage e seminari con alcuni tra i più grandi flautisti del panorama mondiale, come Alain Marion, James Galway, Aurele Nicolet, riportandone invariabilmente notevoli attestazioni di stima e merito.
Ma su tutti, particolarmente significativo è l'incontro con Patrick Gallois, col quale, concluso un regolare biennio di studi, consegue nel 1994 il "premier prix" all'Ecole Nationale d'Aulnay, a Parigi. Studia anche direzione d'orchestra con Piero Bellugi, e nel 2009 consegue il diploma in Composizione (corso tradizionale) presso il Conservatorio di Torino con Giorgio Colombo Taccani. 

L'ORCHESTRA
Già 1° flauto dal 1986 al 1994 dell' Orchestra della Rai di Milano, ricopre dal 1994 il medesimo ruolo presso l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, a Torino. A soli 17 anni aveva iniziato l'esperienza di prima parte presso l'Orchestra Giovanile Italiana (82-85), continuando poi in diverse compagini professionali. Nel 1997 ottiene l'idoneità al concorso internazionale per 1° flauto del Teatro alla Scala di Milano. Ha collaborato assiduamente, sempre come primo flauto, con le principali orchestre italiane, in particolare col Maggio Fiorentino, la Filarmonica della Scala, l'Accademia di Santa Cecilia e l'Orchestra Mozart, con direttori quali Mehta, Muti, Chung, Abbado, Temirkanov e molti altri.

IL SOLISMO
L'interesse principale di GP, in questo ambito, è sempre stato approfondire l'interpretazione del repertorio più vasto, nel linguaggio musicale, dedicato al suo strumento. Alcune tra le principali esperienze: nel 1992 incide a Londra, con la European Community Chamber Orchestra, l'integrale dei concerti di Mozart senza direttore; tornerà ad incidere il concerto in sol maggiore di Mozart qualche anno dopo, con la SudWestdeutsches Kammerorchester Pforzheim diretta da Alexandros Myrat.
Nello stesso periodo esegue a Milano la Suite e i Brandeburghesi di Bach sotto la direzione di Daniele Gatti, sempre a Milano e a Torino le concertanti di Mozart con Umberto Benedetti Michelangeli, inoltre i concerti di Boccherini, Salieri, Vivaldi, Pergolesi, con numerose altre compagini cameristiche di spicco nel panorama nazionale.
Sul versante contemporaneo: nel 1987 Pietro su Pietra di Sylvano Bussotti col violinista Cristiano Rossi per la Rai di Milano; nel 1999 esegue per la Biennale di Venezia, ed incide per la Stradivarius, il Concerto di Goffredo Petrassi per flauto e orchestra, con l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino diretta da Arturo Tamayo, incisione che ottiene i 5 Diapason dalla rivista "Diapason". Nel 2000 partecipa al pacchetto solistico nella prima esecuzione, a Città di Castello, degli "Studi per l'intonazione del mare" di Salvatore Sciarrino, e all'incisione dei concerti brandeburghesi di Bach per Amadeus.
Nel marzo 2002 interpreta, in prima esecuzione assoluta, il Concerto per flauto e orchestra "Ruah" di Ivan Fedele, per lui composto e a lui dedicato, nella Stagione RAI a Torino con l'Orchestra Sinfonica Nazionale.
Nell'agosto 2002 torna ad interpretare il Concerto di Petrassi nella tourneè estiva dell'Orchestra Giovanile Italiana, che toccherà tra l'altro Aosta e Berlino.
Sempre nel 2002 "Stradivarius" pubblica la sua incisione di Ruah di Fedele con l'OSN diretta da Pascal Rophè, incisione che ottiene i 5 Diapason dall'omonima rivista francese. Nel 2003 effettua la prima esecuzione di un altro brano dedicato a lui, la "Suite" per flauto e pianoforte di Bruno Cerchio, che presenta tra l'altro al Festival austriaco del flauto a Vienna, nel novembre 2003, assieme al Concerto in re maggiore di Boccherini.
Nel 2004 incide il CD "German Romantic Flute Sonatas" col pianista Marino Nicolini, che viene pubblicato dalla rivista "Falaut", e poi subito acquistato e rieditato dall'etichetta francese Skarbo; nello stesso anno viene invitato a tenere una MasterClass in Corea del Sud che culmina in un recital a Seoul.
Nel 2005 e 2006 viene invitato come solista da alcune delle migliori Orchestre da Camera italiane, come "I Solisti di Pavia" di Enrico Dindo, per l'esecuzione dei Concerti Brandeburghesi, "I Filarmonici" di Verona di Corrado Rovaris, la Camerata strumentale di Prato, e altri ancora, per l'esecuzione del Concerto per flauto e arpa di Mozart e della seconda Suite di Bach.
Nel 2007 debutta a Firenze, con vivo successo, il Concerto Pastoral di Rodrigo sotto la direzione di Nicola Paszkowski, e nel novembre ripropone a Montecarlo Ruah di Fedele per il Festival di Nizza con la direzione di P.A.Vàlade.
Nel 2008 riceve ad Alba il premio "G.F. Pressenda" per la sua attività solistica, riproponendo il Concierto Pastoral di Rodrigo, che incide infine nell'autunno 2009 con l'Orchestra Filamonica di Torino in occasione dell'inaugurazione dell'omonima Stagione, in un CD live assieme al Concerto da Camera di Honegger.
Nel 2008 il canale satellitare "Classica" gli dedica un ritratto per la serie "I notevoli".
Nel 2010 interpreta nuovamente il K 299 di Mozart, in diretta radiofonica per la Stagione pubblica Rai all'Auditorium Toscanini, utilizzando per l'occasione le cadenze di sua composizione; si reca in Israele, inoltre, per alcune esecuzioni del concertino "Odelette" di Saint-Saens per flauto e orchestra, trasmesso da Raitre il giorno di Natale. Nel 2012 molte ancora le sue esecuzioni dei concerti di Mozart, con l'Orchestra dei Pomeriggi Musicali, l'Orchestra Vivaldi e la Sinfonica di Aosta.
Del 2013 due prime esecuzioni: Nine Rooms, di sua composizione, concerto per flauto violoncello e orchestra d'archi, e il Triplo Concerto di Fabio Vacchi, al Teatro Petruzzelli di Bari. Nel 2014 la riesecuzione del suo concerto con Enrico Dindo e I Solisti di Pavia e la presenza, nuovamente col Mozart per flauto e arpa, al Festival Mozart di Torino. Nel 2015 i concerti di Vivaldi con l'OFT, e Suite di Bach e Concerto di Pergolesi con Fabio Biondi per la Stagione Rai. Sempre più coinvolto nel ruolo di direttore-solista, ha eseguito i concerti di Vivaldi anche con l'Istituzione Sinfonica Abruzzese e l'Orchestra da camera di Padova.

IL CAMERISMO
Da sempre la musica da camera è tra i suoi più grandi interessi. Ha collaborato con alcuni tra i più noti protagonisti della scena concertistica.
Tra gli altri, Andrea Lucchesini, Mario Brunello, Michele Campanella, Roberto Cominati, Francois Joel Thiollier, Antony Pay, Trio d'archi della Scala, Enrico Dindo, Anna Loro, Cristina Zavalloni, Pietro Borgonovo, Cristina Bianchi e molti altri ancora. Da molti anni tiene recital in duo col pianista Marino Nicolini, col quale ha avviato tra l'altro un progetto di trascrizioni violinistiche presentate in CD e in importanti festival, tra cui Sonate di Mendelssohn, Brahms, Debussy.
Il suo interesse spazia dal linguaggio barocco e classico a quello contemporaneo, dall'incisione integrale delle Sonate per flauto e continuo di P. Locatelli all' esecuzione del Cimarron di Henze, dalla Aspern Suite di Salvatore Sciarrino alla Sonatina di P.Boulez, dai lavori di Ivan Fedele a quelli di Berio, Ligeti e molti altri.
Ospite assiduo dei principali incontri di interpreti italiani per la musica da camera, quali l'Unione Musicale di Torino, le Settimane Musicali al Teatro Olimpico di Vicenza, gli Amici della Musica di Firenze e moltissimi altri, ha tenuto, nella sua veste ormai trentennale di camerista, centinaia di concerti nelle più grandi sale italiane ed europee, dalla Musik-halle di Amburgo al Mozarteum di Salisburgo, dall'Auditorio Nacional di Madrid all'Accademia di S. Cecilia.
Senza dubbio però l'esperienza più ricca e vitale in questo ambito della sua attività è la "militanza", dalla fondazione, nel Quintetto Bibiena, con il quale vince nel 1993 il II premio (I non assegnato) al 42° Concorso dell'ARD di Monaco di Baviera.
Con questo gruppo Giampaolo Pretto ha suonato, oltre che in Italia e in Europa, anche per un importante tour in America Latina nel 2000, promosso dal Cidim, fin dall'inizio grande sostenitore della formazione.
Nel 2003 il Bibiena, nel decennale della sua fondazione, ha ricevuto dalla Giuria del premio "Franco Abbiati" il premio speciale "F.Siebaneck", per la qualità artistica del gruppo; inoltre la prestigiosa Accademia Musicale Chigiana di Siena ha invitato il quintetto a tenere un Seminario nella stagione estiva dello stesso anno.
Dal 2011 ha iniziato ad approfondire il rapporto musica-danza contemporanea, quando gli viene affidata la consulenza artistica dell'Atelier "Confluenze" dell'Unione Musicale di Torino in collaborazione con TorinoDanza. Collabora col danzatore e coreografo Virgilio Sieni, per la produzione degli spettacoli "Studies of the human body" e "Nei volti", in cui flauto e danza interagiscono soli sulla scena in modo innovativo alternando brani scritti e improvvisazione, eventi presentati in importanti sedi quali la Scena Nazionale di Marsiglia, il Teatro Parenti di Milano, e a Siena, Modena, Ferrara. Collabora con altri importanti danzatori della scena contemporanea, quali Qudus Onikeku e Ambra Senatore. 


L'INSEGNAMENTO
Molto attivo nell'ambito dell'insegnamento, Giampaolo Pretto ha tenuto corsi per l'Estate Musicale Frentana ('89/'91), per l'Accademia P. Chimeri di Lonato ('92/'96), l'Accademia Lorenzo Perosi di Biella ('96-2000), il MusicaRivaFestival a Riva del Garda ('98/2004), l'Accademia Chigiana (2003). Ha tenuto numerose Master Class, oltre che per le principali Istituzioni pubbliche e private in Italia, in Francia, Slovenia e Corea.
Dal 2005 sospende, per qualche anno e tranne rarissime eccezioni, l'impegno nella didattica relativa al flauto per dedicarsi maggiormente ad altri aspetti dell'insegnamento, in particolare la formazione orchestrale.
Dal 2000 e fino ad oggi, su incarico di Piero Farulli, è docente della sezione fiati dell'Orchestra Giovanile Italiana, e nel 2012/13 è nominato maestro per l'orchestra, ruolo che mantiene tuttora.
Nel marzo 2013 esce finalmente un'opera cui ha lavorato per oltre un decennio, ovvero un manuale di tecnica del suono, dal titolo "Dentro il Suono", che presenta ed espone in un lungo tour nelle Scuole, Associazioni e Conservatori italiani rivolto a docenti e studenti, e a chiunque "voglia fare del suono la propria voce". Torna quindi alla didattica attiva per trasmettere, a chiunque lo desideri, la propria filosofia di sonorità, creando il "DILS", acronimo di "Dentro il suono", vera e propria struttura didattica su tre moduli che avvia dall'estate 2014 e supportata da un team costituito da un numero sempre crescente di ex-allievi che praticano e insegnano il metodo Dils da tempo, sotto la sua supervisione. Dils è ormai un'Associazione e un marchio registrato, e i corsi ad essa afferenti si tengono in varie parti d'Italia sotto la sua supervisione. Dal 2014 è inoltre titolare di un corso di perfezionamento in Musica da Camera presso la Scuola di Musica di Fiesole.

LA DIREZIONE

Giampaolo Pretto, nominato dal 2016 direttore musicale dell’Orchestra Filarmonica di Torino e maestro per l’Orchestra Giovanile Italiana a Fiesole dal 2012, ha studiato direzione d’orchestra con Piero Bellugi. Declina la sua sempre crescente attività direttoriale cimentandosi nel repertorio sinfonico più diversificato. Ha chiuso la Stagione 2015 del Teatro Petruzzelli di Bari spaziando da Ravel a Battistelli, Stravinsky e Copland. Ha aperto la Stagione 2015-16 dell’OFT con IX di Mahler, e diretto la prima italiana dei quattro preludi e fuga di Bach/Stravinsky, assieme a Paganiniana di Casella, per la stagione 2016 dell’Orchestra di Padova e del Veneto. In tempi recenti ha diretto Quadri di Moussorgskj e Messa di Schubert al Teatro Coccia di Novara, Serenata op. 11 di Brahms a Tbilisi e nella tournée italiana dell'Orchestra georgiana Z. Paliashvili, Misericordium di Britten e Stabat Mater di Pergolesi a Firenze con l'Orchestra V. Galilei, Stravinskj e Milhaud al Teatro romano di Aosta con la Sinfonica di Aosta. Nel 2014 ha debuttato in Asia con la cinese Wuhan Philarmonic nella Grande di Schubert. Nel 2015 ha diretto l’OGI a Firenze nell’Incompiuta di Schubert e nell’Uccello di Fuoco di Stravinsky, mentre al Teatro Comunale di Vicenza ha proposto Brahms e Campogrande con l'Orchestra del Teatro Olimpico. Più volte ospite dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese all’Aquila con programmi che spaziano da Brahms e Beethoven a Wagner e Stravinsky, ha diretto il concerto di Capodanno 2016 al Teatro dell’Opera di Firenze e l'Orchestra Haydn di Bolzano, nella rara Messa in mi minore di Bruckner e in un secondo programma Weber-Pretto-Beethoven. Presente nel cartellone 2016 di Mito come direttore dell'OGI con due concerti assieme ad Andrea Lucchesini, ha condotto entrambi i concerti dell’OFT nell’ambito del Torino Classic Music Festival nel luglio 2016. Nel 2017, oltre ad un nuovo concerto di Capodanno all'Opera di Firenze, è programmato il suo ritorno all'Aquila, Bari e Wuhan, nonché una produzione dell'Impresario Teatrale di Mozart, sempre a Firenze.

LA COMPOSIZIONE

Giampaolo Pretto ha pubblicato nel 2002, per la casa editrice Tactus Fugit, un volume contenente le proprie cadenze ai Concerti di Mozart per flauto e orchestra e una prefazione didattica su come scrivere la cadenza di un concerto classico. Ha trascritto la seconda Sonata di Debussy per quintetto di fiati, e nel febbraio 2013 ha proposto la prima esecuzione del suo concerto per flauto, violoncello e orchestra d'archi "Nine rooms", nella duplice veste di compositore-solista assieme al violoncellista Claudio Pasceri. Nel 2014 ha rieseguito questa composizione con Enrico Dindo e i Solisti di Pavia. Invitato dall'Ex Novo Ensemble di Venezia, ha debuttato nel dicembre 2014 col suo nuovo brano da camera "A flat" per flauto in do, flauto contralto, cello e clavicembalo. Nell'agosto 2016 ha diretto la sua novità per clarinetto e orchestra commissionata dalla Haydn di Bolzano col clarinettista Gervasio Tarragona, "Per quelli che volano".

Lettere

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