GP'S BLOG
Cara Eleonora, il tremolìo del labbro può dipendere essenzialmente da due aspetti: »» |
 |
|
| BLOG |
|
sab 04 settembre 2010
Cara Eleonora, il tremolìo del labbro può dipendere essenzialmente da due aspetti: uno emotivo (nervosismo, tensione, paura) e uno meccanico: la muscolatura labiale non è sufficientemente allenata (tonica) per sostenere il suono. Il più delle volte, in realtà, il problema può essere un mix dei due aspetti. La cosa migliore è agire su una respirazione profonda (ma davvero profonda!) che aiuti a sciogliere la tensione da un lato; mentre dall'altro, la continua ricerca dell'allenamento migliore (nel senso di graduale e costante) della muscolatura che deve sostenere l'emissione del suono. Come? Ci sono mille esercizi. Provane uno: fai la posizione del do acuto e legala più volte, lentamente e piano, alla posizione del do basso, ottenendo però sempre il do acuto (armonico). Il legato di armonici che ne esce, se studiato in modo morbido e rilassato, funziona come un vero e proprio allenamento: le labbra si abituano gradualmente allo sforzo richiesto. Lavorare in generale con gli armonici, comunque, è il segreto di un suono stabile e pulito. Ti consiglio in ogni caso di non ossessionarti con questo problema: come tutte le tensioni, se diventa una fobia, non fa che peggiorare. Buon lavoro! Ps diventerai meglio di me: basta lavorare bene! GP
sab 04 settembre 2010
Salve Maestro! oltre a porgerle i miei complimenti volevo farle una domanda. Ho 15 anni e studio flauto da quasi 5, ma ho notato che ultimamente (specie quando suono davanti ad estranei) il labbro superiore ha una sorta di tremolio, rendendo il suono davvero brutto e instabile! cosa posso fare per evitarlo? e dire che prima non succedeva...mi hanno consigliato di cambiare flauto e testata ma ho paura che il labbro perda molto tempo per adattarsi ad una testata nuova... lei cosa mi consiglia? La ringrazio tanto!!! La stimo molto e spero di poter diventare come lei un giorno...!! Eleonora Eleonora
sab 28 agosto 2010
Caro Carmelo, l'intonazione rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del corredo tecnico espressivo di uno strumentista. La cosa più importante, innanzi tutto, è "sentire" l'intonazione prima ancora di portare lo strumento alla bocca: cioè cantare internamente ogni intervallo che si ascolta, rendendo chiaro e assoluto un salto di terza maggiore o minore, di quinta giusta, di sesta minore...Insomma riconoscere dentro di sé e all'esterno di sé perfettamente gli intervalli, in modo perfettamente temperato, come se si trattasse di un pianoforte bene accordato. Prima di suonare l'inizio del concerto in sol maggiore di Mozart, per esempio, se ci si concentra su questa quarta giusta discendente in senso assoluto, cioè come la si canterebbe e la si vorrebbe, è molto più facile poi, all'atto del suono, rendersi conto se si sta riproducendo lo stesso intervallo pensato oppure no. Non è importante l'orecchio assoluto, a mio parere, che hanno peraltro in pochissimi; quanto il senso assoluto dell'intervallo, che ciascuno di noi può acquisire con un po' di esercizio. Bisogna abituarsi a cantare e riconoscere anche intervalli difficili, come quinte diminuite, settime minori e maggiori, tritoni e così via. Questo si può memorizzare come si memorizza una posizione digitale: e richiamare alla mente poi, all'atto del suono, intervallo per intervallo, ogni singolo suono, che si chiarisce perfettamente, come intonazione, solo a partire dalla nota precedente. L'atto del canto, quindi, anche come atto fisico, deve poi entrare direttamente nell'impostazione della gola nel produrre il suono stesso: e il gioco è fatto.

ven 20 agosto 2010 Buongiorno, Maestro. Buongiorno a tutti. I o sono un flautista in erba, mi piacerebbe ricevere dei consigli per studiare l'intonazione. Per educare l'orecchio a riconoscere e distinguere suoni intonati e non.
dom 22 agosto 2010
Caro Michele, grazie a te per il tuo ascolto. Fai benissimo a scrivere, e continua a farlo, studiando molto bene le partiture già esistenti. Il più difficile concerto barocco a mio parere è il Concerto in sol maggiore di Carl Philipp Emanuel Bach, anche se si tratta di stile galante più che barocco. Per un quinto anno a mio parere il pezzo più fattibile e più "produttivo" è il Concertino di Chaminade tra quelli che elenchi: è il più efficace rispetto alla difficoltà relativa, si fa grande figura con uno sforzo relativo; e così ho risposto anche alla terza domanda. In bocca al lupo!
GP
ven 20 agosto 2010
Buongiorno, Maestro. Buongiorno a tutti.
I
o sono un flautista in erba, mi piacerebbe ricevere dei consigli per studiare l'intonazione. Per educare l'orecchio a riconoscere e distinguere suoni intonati e non.
Grazie, Carmelo. Carmelo
mer 18 agosto 2010
Caro Maestro, prima di tutto vorrei farle i miei complimenti per le perfette esecuzioni del Concerto Pastorale di Rodrigo. Poi volevo ringraziarla; perchè io sono un flautista di 17 anni, ma oltre ad esercitarmi nello studio di concerti e sonate che poi propongo in duo flauto-pianoforte, mi sto avvicinando molto allo studio della composizione pianistica scrivendo brani per pianoforte, e grazie a Lei ho trovato la forza di continuare sapendo che un musicista del Suo calibro si è avvicinato a questa branca della musica pur suonando uno strumento che in quanto a polifonia non ci avvantaggia. Ora vorrei porle alcune domande:
1) Secondo Lei qual\'è il più difficile concerto barocco dal punto di vista tecnico?
2) Per un quinto anno Lei quale brano ritiene più adatto? Il concerto n.7 di Devienne pensa vada bene?
3) Lei considera più difficile: Chaminade il Concertino, Quantz in Sol, Devienne n.7 in Mim, Mozart in Re e in Sol? Grazie mille maestro, cari saluti
Michele michele
mar 20 luglio 2010
"le parole non dette si trasformano in suono nello strumento che è tra le tue mani...
Parla, parla e parla ancora,
dì le cose che non sai esprimere,
dì le cose nel solo modo in cui possono essere espresse con la giusta intensità , con il vero significato...
butta fuori te stesso e quello che hai dentro...
Così, attraverso quello squarcio che apri, il tuo messaggio arriverà forte e sincero e pian piano prenderà corpo, sempre più, sempre più fino a che ci saranno persone in grado di ascoltarlo...in grado di sentirlo....in grado di capirlo.
Le tue dita sfioreranno i tasti morbide e libere. la tua aria sarà tesa nell'espressione di termini indefiniti, intangibili ma che arriveranno dritte al cuore e all'anima...
e allora sarà la tua musica,
il tuo messaggio,
il tuo dire....
e allora sarai tu " Daisy Togni
mer 23 giugno 2010
Non c'è al mondo nulla di più difficile della franchezza e nulla di più facile dell'adulazione. Per quanto grossolana sia la lusinga, almeno metà di essa sembra assolutamente verità. F. Dostoevskij, Delitto e castigo
lun 21 giugno 2010
"...ho capito, Sonja, che gli uomini non cambieranno e nessuno li può trasformare. E' la loro legge...E ora io so, Sonja, che chi è vigoroso e forte di mente e di spirito, quello è il loro dominatore! Chi molto oserà, avrà ragione di loro. Chi è capace di disprezzare più cose, quello è il legislatore, e chi più di tutti è capace di osare, quello ha più ragione di tutti! Così è andato finora e così sarà sempre! Soltanto un cieco non lo vedrebbe!" Delitto e castigo, Dostoevskij
mar 15 giugno 2010
Ci sedemmo dalla parte del torto, visto che tutti gli altri posti erano occupati Bertolt Brecht
|
| |
| ARCHIVIO BLOG |
Flute corner - leggi »»
Thinker's corner - leggi »»
Addio Roberto - leggi »»
Nuovo sito - leggi »»
|
| |
|
 |
|